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SKB STRATEGIE KAISERLICH BUSINESS

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ufficiNuove opportunità di espansione verso l’estero il messaggio di Skb: “Cari imprenditori, è ora di uscire dal guscio” Quando la crisi morde e satura il mercato interno, l’unica via di uscita è espandersi all’estero. La Svizzera, con tutti i suoi vantaggi   fiscali e burocratici, può essere la giusta rampa di lancio per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Ne è sicuro Antonio Costantino, imprenditore italiano che vive in Canton Ticino da quarant’anni e che guida la società di consulenza SKB, Strategie Kaiserlich Business Sagl, avviata a Lugano nel 2000. “Occorre essere più aggressivi sui mercati esteri – spiega – in Russia, dove abbiamo buone entrature, e in Cina ci sono mercati che aspettano i prodotti di qualità e di eccellenza che produciamo in Italia. Gli imprenditori devono capire che è ora di uscire dal proprio guscio, sfidando la proverbiale ritrosia: bisogna cogliere al volo le occasioni per promuoversi, investendo su noi stessi e credendo nei nostri prodotti, che sono tra i migliori al mondo. SKB è qui per questo, per aiutare le aziende italiane ad espandersi e a lanciarsi sui mercati esteri emergenti”. Gestione e tutela del patrimonio, ottimizzazione della gestione aziendale e realizzazione di progetti di  internazionalizzazione sono i pilastri dell’azione di SKB. Per l’imprenditore italiano desideroso di far crescere la propria azienda al riparo dalla crisi che attanaglia il Bel Paese, le opzioni a disposizione sono due: la domiciliazione in Svizzera di una  società, lasciando in Italia la sede produttiva e affidando a SKB la gestione della parte commerciale estera, oppure la vera e propria delocalizzazione produttiva ESTERNO DELLA SKB DI LUGANO oltre frontiera, per la quale SKB potrà occuparsi anche degli aspetti logistici e immobiliari del trasferimento aziendale. SKB è infatti in grado di offrire, più nel dettaglio, una serie di servizi specializzati all’imprenditore che vuole espandersi verso l’estero: si va dalla domiciliazione della società in Svizzera all’amministrazione e gestione della società stessa, curandone contabilità e rapporti istituzionali e sviluppando strategie per migliorarne i profitti, anche grazie all’inserimento nel consolidato network internazionale di SKB e ad una rete di professionisti che ruotano attorno alla società di consulenza. “Il nostro titolare è il cliente”: è la filosofia con cui opera SKB. Ma perché un imprenditore italiano dovrebbe scegliere proprio una società svizzera per internazionalizzare la propria attività? “Sia chiaro, qui si tratta di fare investimenti e di scommettere sul proprio lavoro, non certo di portar via i quattrini dall’Italia”, puntualizza Antonio Costantino. “La Svizzera è dietro l’angolo e può essere un’opportunità per aiutare l’economia italiana a mantenere in piedi le aziende in salute”. La convenienza economica e soprattutto fiscale della realtà elvetica è innegabile: alla SKB ad esempio si offrono sempre di “simulare l’ultimo bilancio con la tassazione svizzera” per dimostrare e rendere palesi ed evidenti i vantaggi. Ma al di là di un prelievo fiscale decisamente favorevole per le imprese (Iva all’8%, deducibilità delle tasse, aliquote mai superiori al 21%, contributi al massimo al 15%, esenzioni fino a 10 anni in caso di assunzione di personale locale), è il sistema-Svizzera nel suo complesso il vero motivo per cui sempre più imprenditori italiani guardano oltre frontiera. Dalla stabilità politica all’efficienza burocratica, sono molti gli “atout” che la realtà elvetica può offrire. “Qui tutto si basa sulla collaborazione e sulla fiducia reciproca”, ammette Antonio Costantino. Così ad esempio in appena tre-cinque giorni si riesce a costituire una società di capitali. Un simile contesto è terreno fertile per far decollare aziende sane e di qualità che in questa fase rischiano di essere oltremodo penalizzate dalla crisi europea. “Io li conosco gli imprenditori italiani, so che hanno grandi responsabilità e poco tempo per approfondire certe questioni, come l’espansione sui mercati esteri – sottolinea Antonio Costantino – eppure tante piccole e medie imprese italiane, poco avvezze all’internazionalizzazione, possono avere all’estero una valvola di sfogo per promuovere i loro prodotti e valorizzarli”.